I Kata (“forma”) di Karate si presentano come un susseguirsi di movimenti e gesti accuratamente codificati, che contengono tutte le tecniche di combattimento tramandate dai maestri fondatori e, per tale motivo, rappresentano dei veri e propri testamenti viventi del passato. Fino all’ultima guerra mondiale le tecniche di combattimento venivano apprese durante gli allentamenti con l’applicazione dei Kata, che prese il nome di Kihon-Kumite (letteralmente “incontro di mani”, o “combattimento”, “fondamentali”), che costituivano la messa in pratica, l’attuazione e l’impiego delle tecniche contenute nei Kata. E’ bene ricordare che solo la rivalità degli universitari giapponesi fu la vera origine dell’aggiunta di una “forma” nuova, il Jiyu-Kumite, ossia “combattimento libero”, da cui derivano le attuali competizioni di Karate.
In generale, i Kata di Karate derivano dalle antiche forme e stili di Okinawa, che, in gran parte importati dalla Cina, vennero modificati in maniera da riflettere le tecniche indigene dei luoghi, Shuri-Te e Naha-Te, e le preferenze personali dei maestri che li trasmisero. Alcuni Kata, però, vennero creati dagli stessi maestri okinawensi, basandoli sulle loro collaudate esperienze di combattimento.
I Kata sono l’essenza del Karate: quest’ultimo, senza di essi, cesserebbe di essere una forma d’arte e diventerebbe, semplicemente, un’attività fisica di combattimento non lontana dalla “street fighting”. Lo scopo dei Kata non è solo quello di contribuire allo sviluppo dell’equilibrio, della coordinazione, della precisione, della rapidità e della potenza del praticante, ma anche quello di fornire gli strumenti necessari per la combinazione di tecniche e per l’impostazione corretta degli atteggiamenti mentali. I Kata raccolgono tutti i principi generali di movimento del corpo sia per il Kumite sia per la Difesa personale. In essi esistono più livelli di lettura (Bunkai Kata, “applicazione”, “interpretazione dei movimenti della forma”). Infatti, in alcune sequenze molti movimenti sono autoesplicativi, chiari, è davvero semplice distinguerli, interpretarli e applicarli; in altre sequenze, invece, essi appaiono poco chiari, difficili da interpretare e di conseguenza applicare, sembrerebbero, cioè, “apparentemente” non avere uno scopo preciso in quella sequenza, mentre , in realtà, essi nascondono tecniche assai ricche di significato, applicazioni “nascoste”, non visibili se non nel loro Bunkai. Originariamente, negli allenamenti, le sequenze del Kata venivano praticate in coppia. C’era, tuttavia, la difficoltà a ricordare e applicare tutte le numerosissime tecniche, non sempre c’era un partner per l’allenamento e risultava praticamente impossibile nascondere il significato e l’applicazione delle tecniche agli occhi delle altre scuole. Questo fu il motivo per cui si sviluppò l’esigenza di un nuovo tipo di esercizio: la creazione della “forma” Kata, che, esternamente, ha una parvenza di una danza.
Ciascun Kata è basato su un perfetto equilibrio tra attività (tecnica di combattimento) e passività (movimento intermedio). Questo significa che i centri di energia che si scaricano attraverso la fase attiva acquistano di nuovo energia nei successivi movimenti passivi (equilibrio di forze). Questo rapporto può essere decisivo per la vittoria o la sconfitta in un combattimento reale.
I Kata di Okinawa, a seconda di come venivano raggruppati, in seguito influenzarono la nascita degli stili di Karate, diventando, nel tempo, uno sviluppo o varianti di quelli più antichi. Lo stile Shito-ryu è oggi quello che conta il numero di Kata più elevato e raccoglie anche le varianti dovute alle differenze delle aree di origine (Shuri-Te o Naha-Te, ma non solo). I Kata trasmessi dal fondatore Kenwa Mabunisono i seguenti:
- 12 provenienti dall’insegnamento di Kanryo Higaonna (Naha-Te);
- 23 provenienti dall’insegnamento di Anko Itosu (Shuri-Te);
- 10 provenienti da altri maestri di Okinawa;
- 4 composti da Mabuni stesso.
In aggiunta a questi, ve ne sono stati introdotti altri, per un totale di più di 60 Kata conosciuti di Shito-ryu, ad oggi. Nessun’altra scuola insegna un numero così elevato di Kata, grazie all’ampia gamma di conoscenza tecnica e alla ricerca personale del maestro Kenwa Mabuni.